Alberto Bevilacqua

Scrittore e regista www.myspace.com/albertobevilacqua

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L’ EROS, ARMONIA SENZA ANSIE

 

Salvare l’ Eros. Ma cos’è l’ Eros? Perché impera il più volgare consumismo sessuale? A differenza del sesso, l’Eros è incontro di corpi e anime? Stupisce l’invettiva contro lo scempio d’amore perpetrato ai giorni nostri. Non sospettavo così forte il “desiderio di mettere in ordine i desideri” restituendoli alla loro lucentezza, ripulendoli dalle piccole infamie che ci circondano. In un mondo di donne che passano da un letto all’altro, di maschi che concepiscono il sesso come penetrazione. L’Eros è la padronanza della sensualità.  E’ come il violinista che ormai suona dimenticandosi persino lo spartito. L’ Eros è armonia: non ha ansie, non ha complessi. Vive prima, durante, ma soprattutto dopo l’amplesso. Troppi cretini sessuali non hanno mai conosciuto la grazia dell’ Eros, che contiene carnalità, piacere, sensualità, mai volgarità. Ecco, l’ Eros è l’opposto della volgarità. Troppi maschi e femmine che vivono nell’angoscia del pene, traumatizzati, complessati, schiavi del rapporto genitale. Donne che stentano a conoscere il bene dell’orgasmo e quando parlano con le amiche non chiedono “Com’è quell’uomo?”, ma “Com’è a letto?”. Al posto del cuore e del sesso hanno una calamita fallica: questo è il naufragio. Il sesso non è nulla se non ha un’anima, anche piccola, anche un soffio. Un raggio d’anima. L’eros è sentirsi in uno stato di confidenza tale, di identità biochimica con l’amante che ti permette di dar musica al desiderio, tradurlo in fantasia, in gioco coinvolgente. Si, certo, molte donne insistono “prima conosciamoci meglio”. Attente che non sia un alibi, una formalità codificata, a danno della purezza dell’istinto (quello alto, magnetico, non occasionale). Ho una mia convinzione in proposito. Ciascuno porta, dentro di se, una memoria genetica in cui le vite che ci hanno preceduto, le vite dei padri di cui la nostra è fatta, hanno stratificato in noi sentimenti ed emozioni (le particelle minime della psiche). Un uomo e una donna si attraggono e consentono all’ Eros di nascere, quando esiste, fra loro, un’identità di sentimenti ed emozioni già vissuti da altri, nel tempo, stimolati dal presente. Allora il richiamo è irresistibile. E’ questa identità primordiale, di cui possiamo non essere consapevoli, che io chiamo anima dell’ Eros. Può accadere anche una delle prime volte. L’ Eros è un modo di ricordare insieme identità memorabili. E la pratica formale della conoscenza non può sostituirlo. “Prima conosciamoci meglio?”. Come no. Ma puoi tentare di conoscere un uomo o una donna per una vita, senza conoscere, afferrare l’essenza. Per questa ragione, molti rapporti, via via, si estinguono. L’Eros è amare un sesso perché lo si capisce, dialogando come con una mente che si esprime , e lo si ricambia, lo si conosce sempre più. Ciò consente di avvertirne, scovarne l’anima nei punti più sfuggenti e nascosti, mai gratificati dagli amanti volgari. La mente si trasferisce lì, e nell’atto che si compie, con la possibilità di interpretare, intuire, sollecitare. Il rispetto mentale per un sesso, non il semplice disporne, è essenziale. L’ Eros non è, non potrà mai essere la pura penetrazione (così è una bestemmia): l’ostentare una penetrazione è una prova di forza, una manifestazione di virilità guerresca. Siamo agli antipodi dell’Eros, nella stupidità sessuale, e spesso la penetrazione è sbrigativa. Essere due in uno: viverla, questa condizione privilegiata, ora soavemente, ora con forza. Sta nel compagno la capacità di protrarre la bellezza dello spartito d’armonie. Ci sono uomini che si liberano della potenza connuta dal seme in pochi minuti. Sono i ciechi e i sordi dell’ Eros…L’ Eros è anche quando ciascuno dei due amanti si accorge che anticipa e non segue l’altro: si è all’unisono, come se si fosse stato l’uno dentro l’altra da sempre. La precisione infallibile della sintonia. Ho viaggiato molto, ho attraversato continenti, e ho scoperto che le donne, in ogni luogo della civiltà amorosa, si sono sempre espresse con due parole che, più di tutto, racchiudo l’Eros: “Ti sento”.